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La porta nord – Porta Decumana

La porta nord serviva a sorvegliare il traffico delle imbarcazioni sull’Aar, inoltre la ripida scarpata antistante veniva utilizzata come discarica e costituisce una vera miniera d’oro per gli archeologi moderni.

La scoperta della porta nord (porta decumana) nel 1905 ha segnato una svolta nelle prime ricerche di Vindonissa. Non c’era più dubbio: Vindonissa era proprio un campo legionario e non un insediamento civile.

La porta si trova sul lato nord dell’altopiano di Windisch e si affaccia direttamente sul pendio a picco sull’Aar. Da qui si gode di una vista impressionante verso settentrione, sulla gola scavata dall’Aar nel massiccio del Giura. Già i romani si erano resi conto dell’eccezionale posizione strategica dell’altipiano situato alla confluenza dei fiumi Aar, Reuss e Limmat, vicino all’importante gola dell’Aar che scorre a settentrione. Questa regione, chiamata "Wasserschloss" (ovvero "castello d’acqua") della Svizzera, è un vero gioiello racchiuso tra le acque e gode di una posizione geografica ottimale che ha consentito di trasportare in modo rapido ed economico grandi quantità di merci e di persone per scopi militari. Le vie d’acqua integravano Vindonissa nell’enorme rete commerciale romana. Le ottime vie di collegamento che consentivano lo spostamento delle truppe e il rifornimento dei soldati erano uno strumento di potere fondamentale dell’Impero romano.

Probabilmente il pendio che scende verso l’Aar era troppo ripido per i carri, per cui la porta nord assolveva anche a un’altra funzione, oltre a essere un punto di vedetta: dalla porta si scaricavano grandi quantità di rifiuti del campo che, accumulandosi sul pendio settentrionale, hanno finito per formare un’enorme collina di detriti. Questa discarica ha un immenso valore per la ricerca archeologica perché conserva migliaia di oggetti, anche di cuoio e di legno, tra cui frammenti di circa 600 tavolette di cera. Oggi queste eccezionali testimonianze della vita quotidiana di Vindonissa sono esposte nel museo di Vindonissa a Brugg.

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