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I bagni pubblici – Balneum

I bagni pubblici facevano parte della dotazione di base di un insediamento romano. Vindonissa disponeva persino di un proprio bagno per i legionari all’interno del campo, di cui non è rimasta traccia. I bagni dell’insediamento civile sono invece visitabili ancora oggi.

I bagni facevano parte di un complesso più ampio edificato all’esterno del campo dei legionari. Si trattava di bagni pubblici utilizzabili a pagamento sia dagli abitanti della cittadina che dai viaggiatori. Erano suddivisi in calidarium, tepidarium e frigidarium. Per riscaldare il pavimento e le pareti i romani si servivano di un sistema ingegnoso, l’ipocausto. Ancora oggi se ne possono vedere i resti ben conservati assieme alle vasche, che venivano riempite con acqua calda e svuotate attraverso tubazioni inserite nelle pareti. Particolarmente affascinanti sono i colorati affreschi murali, risalenti a quasi 2000 anni fa. Oggi i visitatori del percorso dei legionari possono apprezzare i bagni grazie alla speciale illuminazione, ai profumi e a un’esperienza sensoriale da "toccare con mano".

Frequentare i bagni era una normale attività quotidiana per i romani, era un’occasione per incontrarsi, chiacchierare, riposarsi e prendersi cura del proprio corpo. Vi si praticavano anche attività sportive e massaggi con oli profumati. Per assicurare il buon funzionamento dei bagni e quindi buone condizioni igieniche era necessario disporre di un sistema efficiente di alimentazione e deflusso dell’acqua e di una quantità di combustibile sufficiente a riscaldare le stanze e le vasche.

Spesso i bagni romani erano impreziositi con pitture, sculture e vasche monumentali in modo che gli ospiti potessero sentirsi a proprio agio. Ancora più riccamente arredati dei bagni piccoli (balneum) erano i bagni grandi eretti all’interno del campo dei legionari (thermae legionis). Oggi non ne rimane traccia nell’area archeologica, ma alcuni elementi del loro lussuoso arredo sono esposti nel museo di Vindonissa.

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